Come funziona

Una barriera attiva
Una buona barriera cutanea deve essere capace di contrastare la perdita d’acqua degli strati più profondi, e impedire alle sostanze potenzialmente nocive (conservanti, profumi, nickel, ecc.) di venire a contatto con gli strati interni più delicati.
Il valore della protezione
La pelle si suddivide in due strati fondamentali:
- l’epidermide che costituisce lo strato più esterno,
- il derma che forma la parte più profonda e a contatto con gli organi interni.
L’epidermide forma la barriera attiva e regola gli scambi tra mondo interno ed esterno.

Osservando gli strati dell’epidermide si nota che è formata da una sovrapposizione di cellule rettangolari legate ed ordinate a formare una specie di “muro” costituito da mattoni e cemento.

Una pelle sana si presenta con un ordine regolare di mattoni avvolti in un sottile film di lipidi e privo di spazi intercellulari.
Una pelle alterata con secchezza, disidratazione, arrossamenti, irritazione, si presenta invece con lo stesso “muro” di mattoni disorganizzati, spostati per l’eccesso di crescita e privi del cemento intercellulare che li isola maggiormente rispetto all’esterno.

La barriera attiva è un sistema perfetto della nostra pelle che funziona bene finché gli strati superficiali sono regolari nella distribuzione delle cellule (mattoni) e i lipidi intercellulari (cemento) sono in quantità sufficiente e regolare.

Quando per una serie di cause esterne gli strati superficiali si alterano, le prime cellule vitali trasmettono un segnale agli strati più profondi di creare più rapidamente nuovi mattoni a difesa della superficie.
Questa produzione frenetica di nuova barriera porta ad una struttura superficiale sempre più irregolare e meno protettiva.

Mantenere questo delicato equilibrio di disposizione delle cellule e del cemento lipidico intercellulare è fondamentale per avere una pelle sana e vitale.